9 dicembre 2009...09:15

Corriere della Sera: “Berlusconi vede «2012», il film catastrofico in cui il premier è travolto”

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Al cinema con la figlia Eleonora

di Leila Codecasa

MILANO — Carmen di Bizet, Prima alla Scala? No, un film, genere catastrofico: 2012 , regia di Roland Emmerich, già arci­noto ancor prima dell’uscita per quella scena cult, cliccatissi­ma in rete, del crollo del cupolo­ne su un futuribile presidente del Consiglio italiano raccolto in preghiera con la moglie in piazza San Pietro. È il secondo spettacolo al multisala Torri Bianche di Vi­mercate, in Brianza. In sala, Sil­vio Berlusconi. Vestito casual, camicia, giaccone e pantaloni sportivi. Con lui, la figlia Eleo­nora, secondogenita di Veroni­ca Lario, fresca di laurea in Eco­nomia a New York.  

Il multisala è a dieci minuti di auto da Arco­re, residenza del Cavaliere. A guardarsi la pellicola, insieme a capo del governo e figlia, anche le sei guardie del corpo e 200 spettatori. La sala è la numero 10, il posto L12. Niente popcorn. Tanti, invece, i sorrisi e le strette di mano, i saluti. Qualche battuta con lo staff del­la direzione, le maschere e alcu­ni spettatori. Qualcuno fa an­che la ola. Il presidente sorride. Si siede e aspetta che inizi il film. Tutti lì, gli altri spettatori, a godersi il fuori programma, a distanza, ma pronti a zoomare e scattare col videofonino l’ospi­te importante e inatteso. Berlu­sconi in sala è entrato pochi mi­nuti prima della proiezione, ma le luci erano ancora piuttosto al­te, impossibile non notarlo. Cer­to, le sue guardie del corpo ave­vano già annunciato l’arrivo due ore prima, ma avevano chiesto che tutto restasse top se­cret e perlustrato sala e uscite di sicurezza, controllando i po­sti assegnati e pagando tutti i bi­glietti.

Anche se Berlusconi era ospite a casa sua: è di poche set­timane fa l’annuncio ufficiale della nascita di The Space , nato dalla fusione di Medusa Multici­nema e Warner Village Cine­mas, realizzata da ventuno part­ner tra cui Benetton e gruppo Mediaset. Alla fine del film i complimenti allo staff, altri sor­risi e strette di mano, poi via verso Arcore.

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